Quaderni di Dipartimento Quaderni del Dipartimento di diritto dei rapporti civili ed economici nei sistemi giuridici contemporanei diretti dal Prof. Pasquale Stanzione
(Gli studiosi interessati a ricevere copia gratuita dei Quaderni possono inoltrare la relativa richiesta via mail a info@comparazionedirittocivile.it alla Redazione della Rivista)

 

1. G. Autorino (a cura di), “Au même but par voies différentes” alle radici della comparazione, Salerno, 1996
Non è più il momento di procedere alla comparazione statistica, secondo la felice formulazione di Ascarelli; in lontananza invece si incominciano a scorgere le radici della comparazione.

 

2. V. Zambrano, Trasferimento elettronico di fondi: una nuova modalità di adempimento?, Salerno, 1996
Il tema del trasferimento elettronico di fondi si intreccia con quello dell’attuazione del rapporto obbligatorio.
Si tratta dunque di verificare, in considerazione sia del soggetto coinvolto, la banca, che del mezzo tecnico adoperato se soggetto della prestazione sia l’acquisizione del danaro alla disponibilità del creditore ovvero occorra considerare tutta l’attività necessaria a produrre quel risultato.
Lo sguardo ad altre esperienze appare fondamentale, atteso che loj-type CNUDCI è in massima parte ispirata all’esperienza americana. Il risultato mostra per un verso la tendenza a riallineare i momenti del regolamento e dello scambio e per l’altro induce a ritenere che il collegamento fra mezzi e risultato si sviluppa qui secondo un rapporto di stretta complementarietà.

 

3. C. Masucci, La presunzione Muciana (Storia e disciplina di un istituto in avanzato stato di decomposizione), Salerno, 1996
Sopravvive ancora nel nostro ordinamento la cosiddetta presunzione muciana?
Se si apre un qualsiasi codice aggiornato, l’art. 70 della legge fallimentare è ancora lì: pronto ad essere applicato dai giudici di tutta Italia.
Sono valide le motivazioni addotte dalla Consulta che ha rifiutato più volte di riconoscerne la incostituzionalità?
Sono state esattamente individuate le ragioni di conflitto della presunzione muciana con le norme costituzionali?
Dalla originaria occasione che indusse Quinto Mucio Scevola ad istituirla, alla sua attuale formulazione, la storia e la disciplina di questo “zombi” normativo che conta più di duemila anni.

 

4. P. Stanzione (a cura di), Il riserbo e la notizia: per un’etica della comunicazione, Salerno, 1996
Informazione ed etica: un binomio difficile, ma necessario. Il tema va affrontato con riguardo ai suoi fondamenti culturali ed attraverso le “testimonianze” di coloro che, in forma diretta e immediata, vivono la moderna realtà della comunicazione. L’interazione tra i profili tecnici e quelli giuridici della materia deve, infatti, essere costante, ponendo a confronto i protagonisti di settore, con ruoli e responsabilità differenti.

 

5. G. Autorino (a cura di), Salute mentale e tutela giuridica del disabile, Salerno, 1996
La salute mentale, in connessione con la categoria più generale e complessa del danno alla salute, è un capitolo fondamentale della tutela del disabile.
Si tratta di rivisitare molteplici istituti in funzione dell’obiettivo di fondo delle garanzie dell’incapace, non soggetto “altro”, ma persona-soggetto di diritto.

 

6. S. Sica, P. Stanzione, Informazione,“verità” e tutela della persona, Salerno, 1997
Il tema della “verità-falsità” nella cronaca e nella critica rimanda alle questioni di fondo della libertà di informazione; in particolare, non è estranea ad esso l’evoluzione dell’interpretazione dell’art. 21 della Cost. ed il passaggio dal diritto di informare al diritto ad essere informati. Alla fine emerge, pur nella problematicità dell’argomento, la nuova dimensione del “cittadino-persona”, non più “oggetto”, ma soggetto del processo informativo.

 

7. L. Saporito, Il modello israeliano di diritto civile, Salerno, 1998
Un itinerario che muove dalla stratificazione delle fonti del sistema giuridico israeliano e che percorre trasversalmente il diritto dei contratti, la proprietà e la responsabilità civile. Il superamento della nozione di sistema misto e l’adozione di un metodo pluralistico permettono di cogliere le peculiarità del modello tra civil law, common law e jus commune europeo, nel quadro della tradizione giuridica occidentale.

 

8. G. Autorino (a cura di), Protezione giuridica dei minori. Profili delle esperienze italiana e spagnola, Salerno, 1997
Se l’intento di protezione sembra raggiunto, ancora da compiersi è quello di promozione della personalità del minore. Si rileva in tutti gli ordinamenti l’esigenza di un miglior coordinamento da parte degli interpreti tra le regole della potestà e quella dell’affidamento.

 

9. V. Zambrano, Attività medica e responsabilità civile del primario ospedaliero, Salerno, 1998
Nel quadro generale della responsabilità medica, quella del primario si segnala come attività complessa, in considerazione delle competenze sia di carattere terapeutico che organizzativo che la legge gli attribuisce. La configurazione di altrettanti autonomi profili di responsabilità oscilla fra il rilievo da attribuire a precisi obblighi di controllo e vigilanza, in ossequio ad un modello di tipo gerarchico, e l’esigenza di non deresponsabilizzare i medici che collaborano con il primario.
In tal senso la medicina d’équipe offre un’interessante prospettiva per approdare ad una ricostruzione sistematica della responsabilità del primario.

 

10. A. Musio - N. Naddeo, Pubblicità e “Garanti”, Salerno, 1998
La ricerca si propone di verificare l’effettività di tutela delle situazioni giuridiche soggettive, personali e patrimoniali, degli utenti dei mass-media di fronte alle aggressioni operate da tecniche pubblicitarie sempre più subdole e spregiudicate.
Analizzato il sistema autodisciplinare, l’indagine affronta il nuovo modello amministrativo di controllo, affidato alle cc.dd. Authorities.
Si sperimenta, infine, l’utilità di un ricorso ai tradizionali strumenti civilistici di tutela giurisdizionale, in funzione di garanzia della persona-consumatore.
Si approda così ad un sistema di controllo integrato che assicuri lo svolgimento dell’attività pubblicitaria nel pieno rispetto dei canoni di liceità e meritevolezza di tutela.

 

11. C. Dalia, L’invalidità del matrimonio in Italia e in Inghilterra, Salerno, 1999
Un percorso che ha evidenziato come il matrimonio sia in Italia che in Inghilterra nasce come istituzione sociale e religiosa, come istituto di diritto naturale, più che come formazione giuridica. E’ in questo contesto che s’inseriscono la annullabilità e la nullità del matrimonio, che nell’uno e nell’altro ordinamento presentano diversi punti in comune; infatti, le anomalie relative alla volontà ed alla capacità vengono ricondotte all’istituto dell’annullabilità, fatta eccezione per la mancanza dell’età prescritta che è causa di nullità per il diritto inglese e di annullabilità per quello italiano.

 

12. S. Sica, Accordo d’onore e vincolo giuridico: deliberate no-law contextual no-law, Salerno, 1999
Il tema degli accordi d’onore va inevitabilmente affrontato in prospettiva comparatistica: esso sottintende il delicato rapporto tra il diritto e la sfera sociale e, pertanto, travalica i singoli ordinamenti nazionali e rimanda, in ultima analisi, alla riflessione sul ruolo e sulla portata attuale dell’autonomia privata.
L’argomento è preso in considerazione secondo la partizione in legal theory e in modern practice, attraverso l’esame di alcuni settori paradigmatici (famiglia, labour, relations, patronage), ricondotti alle linee di fondo di teoria generale.

 

13. G. Autorino, L’insegnamento dei sistemi giuridici comparati, Salerno, 1999
Con il D.M. del 1994 giunge a compimento il lungo cammino di un gruppo via via sempre più numeroso di studiosi che ha condotto verso l’insegnamento del diritto comparato inteso come momento ineliminabile nella formazione del giurista.
Il momento attuale vede la comparazione giuridica, dopo una lunga fase di sperimentazione, giungere a collocarsi finalmente nell’insieme delle discipline essenziali per la formazione del giurista: quasi tutte le facoltà di giurisprudenza decidono di inserire tra le materie fondamentali la sistemologia.
Di qui le ragioni di questo incontro, che celebra l’ingresso dell’insegnamento dei “Sistemi giuridici comparati” nell’ambito delle materie fondamentali nell’Università di Salerno.

 

14. G. Sciancalepore, La procreazione assistita e il disconoscimento del figlio: una vicenda giudiziaria, Salerno, 1999
La riflessione sull’ammissibilità del disconoscimento di paternità, ai sensi del comma 1, n. 2 dell’art. 235 cod. civ., in ipotesi di inseminazione artificiale eterologa si è consumata in virtù di talune sollecitazioni indotte - di recente - dal formante giurisprudenziale. L’occasione è apparsa utile per investigare sul profilo metodologico, avvertendo la peculiarità dei diritti fondamentali coinvolti. L’opzione prediletta - attenta alla ricostruzione, non solo de iure condito,del concetto di maternità e paternità - ha attribuito un ruolo ineludibile al bilanciamento degli interessi sollecitati: si pensi alla posizione del marito consenziente allorché intenda disconoscere il nato da fecondazione eterologa; egualmente, si ponga mente allo stesso fanciullo, al quale deve essere riconosciuto il diritto (personale) alle origini familiari.
In una visione fedele alla legalità costituzionale, l’atteggiamento “ondivago” del padre presunto non è apparso meritevole di tutela, atteso che la partoriente
- in buona fede - ha confidato nella serietà della volontà del di lei marito e, quindi, nell’affidabilità della scelta collegiale responsabilmente assunta.

 

15. A. Armenante Russo - R. Vitolo, Le società miste per la gestione dei servizi pubblici, Salerno, 1999
L’art. 22, comma 3 della legge 8 giugno 1990, n. 142, modificato dall’art. 17, comma 58 della legge 15 maggio 1997, n. 127 (c.d. Bassanini-bis), prevede la possibilità di gestione dei servizi pubblici per mezzo di società a prevalente capitale pubblico locale costituite o partecipate dall’ente pubblico territoriale titolare del pubblico servizio, con la previsione innovativa, da ultimo, del ricorso alla società a responsabilità limitata, e della possibilità di partecipazione, anche minoritaria, dell’ente alla società commerciale, nonché di soggetti privati da scegliere tramite procedura di evidenza pubblica, ossia un procedimento che dia garanzia di imparzialità ed eguaglianza di trattamento ai partecipanti e consenta l’ingresso di privati alle condizioni più vantaggiose per l’ente. Lo strumento adottato arieggia il modello, fortemente voluto dagli enti locali, delle SEM francesi, con riguardo, anche, ai grandi interventi di riqualificazione urbana e di recupero delle aree dismesse, e, quanto alle convenzioni tra parte pubblica e parte privata, si avvicina, nella sua configurazione tecnico-giuridica, al negozio atipico di “commercial-engineering”. I tratti peculiari dell’istituto, delineati dalla progressiva impalcatura legislativa, ne esaltano i contenuti fortemente innovativi e fecondi di potenzialità, dal momento che la presenza di capitale privato può consentire il superamento dell’abusata logica dell’incetta di risorse erariali e contributi pubblici di provenienza esterna, esaltando i canoni dell’economia squisitamente imprenditoriali per la realizzazione e la gestione di opere pubbliche, sfruttando le risorse interne alla comunità territoriale ed il capitale di rischio.

 

16. P. Stanzione (a cura di), Garanti per l’infanzia e interesse del minore, Salerno, 2000
Le due proposte di legge: sull’istituzione del “Difensore civico per l’infanzia” e del “Garante del minore” - perseguendo finalità diverse, organizzando modalità e indicando metodi differenziati, pur nell’intento comune di rispondere alle esigenze dei fanciulli -, evidenziano la necessità di un attento esame, più approfondito, condotto separatamente su ciascuno dei due documenti. Questa riflessione, sia pure sintetica, tende a fornire un quadro di riferimento più completo, soprattutto alla luce della tutela integrale della persona del minore.

 

17. S. Sica - P. Stanzione (a cura di), Le reti metropolitane di telecomunicazioni al servizio del cittadino e dell’impresa, Salerno, 2000
Nel 1998 presso il Salone Morelli, ad Amalfi, si sono svolte le giornate di studio sul tema “Reti metropolitane di telecomunicazione al servizio del cittadino e dell’impresa”.
Gli interventi degli autorevoli relatori sono stati raccolti e pubblicati in un unico volume, nel quale si affrontano i variegati aspetti delle relative problematiche giuridiche, nonché i connessi profili tecnologici, gli aspetti economici, le esperienze, i progetti ed, infine, le varie soluzioni alternative prospettate dall’Unione europea al fine di implementare il processo di innovazione delle reti metropolitane.

 

18. A. Monica, Autorità garanti e tutela della persona-consumatore: un’introduzione, Salerno, 2000
Di fronte all’attuale emersione di interessi “forti” propri dell’espansione mercantile comunitaria, che minacciano di comprimere le posizioni soggettive dei privati in situazioni e rapporti di estrema delicatezza in quanto afferenti al campo dei diritti della persona, lo schema organizzativo delle c.d. Authorities, collaudatosi attraverso esperienze specifiche dei Paesi di common-law, si pone come nuovo modello amministrativo di controllo capace di approntare tutele differenziate e di mettere in discussione molti postulati dell’intelaiatura istituzionale odierna. L’indagine ha lo scopo di sviluppare le problematiche più significative attinenti allo studio delle Autorità garanti divenute progressivamente strumento di regolazione e di tutela di situazioni giuridiche proprie del consumatore, sia quale destinatario di determinati beni o servizi, sia quale portatore di valori imprescindibili in quanto persona. Allargando in chiave comparatistica l’orizzonte espositivo, la visuale si estende, infine, ad altri sistemi giuridici nei quali il fenomeno della proliferazione degli organismi in esame registra proporzioni estese quanto in Italia.

 

19. P. Greco, Mercato e tutela del lavoro, Salerno, 2000

Uno degli effetti più significativi del processo di globalizzazione dei mercati è dato dall’accentuarsi della concorrenza tra le nazioni con il coinvolgimento delle legislazioni nazionali. Queste in modo indiretto, ma sempre più stringente, sono subordinate alla logica competitiva dell’economia.
Anche il diritto del lavoro è coinvolto. Nei paesi ricchi la competizione economica spinge ad eliminare gli elementi di rigidità e di maggiore protezione del lavoro; nei paesi in via di sviluppo il miglioramento della legislazione è visto come fattore di perdita della competitività.
Il diritto del lavoro rischia di subire un drastico ridimensionamento e una sostanziale emarginazione.
In questo quadro si fa luce una strategia che punta su strumenti di soft law per far osservare alle imprese multinazionali norme di protezione del lavoro. Una linea di azione fortemente innovativa perché non fa affidamento sul potere dello Stato ma principalmente sulla pressione esercitata sul mercato delle merci e presso l’opinione pubblica. I codici di condotta e le etichette sociali vengono diffusi non più solo dalle associazioni sindacali, ma da parte delle organizzazioni non governative, delle associazioni di consumatori e delle organizzazioni internazionali. Sono pressioni che propongono un modello pluralistico di società globale basata su vincoli all’autonomia privata dei datori e che sono dirette a tutelare la qualità sociale e ambientale dei prodotti e del processo produttivo.

 

20/1. G.Autorino (a cura di), Diritto comparato, comunitario e transnazionale. Lezioni per un master, Salerno, 2000
Nel 1999 presso l’Università degli Studi di Salerno si è svolto il Corso di perfezionamento post lauream in Diritto comparato, comunitario e transnazionale, le cui lectiones sono state poi raccolte e pubblicate in due volumi. Il primo ricomprende le lezioni ed i seminari aventi ad oggetto taluni profili generali di diritto comunitario ed europeo nonché di diritto del lavoro e societario, adottando un metodo di indagine di tipo comparatistico.

 

20/2. G.Autorino (a cura di), Diritto comparato, comunitario e transnazionale. Lezioni per un master, Salerno, 2000
Il secondo volume dedicato agli atti del Corso di perfezionamento post lauream in Diritto comparato, comunitario e transnazionale raccoglie le lectiones ed i seminari inerenti a specifici problemi in materia contrattuale e di responsabilità civile, secondo un’analisi di taglio comparatistico.

 

21. V. Barela, La multiproprietà tra influenza comunitaria e analisi comparativa. Le esperienze italiana e spagnola, Salerno, 2000
Percorrendo le linee guida tracciate dalla direttiva 94/47/CE, l’indagine si propone di verificare i nuovi confini del “diritto di godimento a tempo parziale di bene immobile” negli ordinamenti italiano e spagnolo. L’analisi intende porre in rilievo la diversa permeabilità delle esperienze considerate agli orientamenti comunitari al fine di individuare le nuove regole operative del settore, poste essenzialmente a tutela dell’acquirente-multiproprietario. Queste ultime, però, non appaiono sempre consequenziali di una scelta dogmatica.
Difatti, il legislatore spagnolo, in via primaria e preventiva alla stesura di una disciplina, ha posto fine alla annosa disputa della natura giuridica della multiproprietà contemplando due distinte figure, mentre il legislatore italiano ha disciplinato il fenomeno indipendentemente da una precisa qualificazione dogmatica.

 

22. G. M. Riccio, Profili di responsabilità civile dell’Internet Provider, Salerno, 2000
Con la direttiva 2000/31/CE, la Comunità Europea ha dettato un quadro regolamentare sul commercio elettronico, prendendo in esame il tema della responsabilità dell’Internet Provider. Un dato che offre all’interprete l’occasione di ricondurre sistematicamente le risposte fornite de jure condendo dai formanti dell’ordinamento e di operare un ripensamento dell’intera fattispecie. La lettura comparatistica si rende utile, anzi necessaria, alla comprensione dell’attitudine delle scelte, nazionali o sopranazionali, a circolare in modelli differenti.

 

23. A. Musio, Sulla natura della sanzione delle clausole vessatorie. Esperienze europee a confronto, Salerno, 2001
L’opera di armonizzazione delle diverse discipline statali condotta dal diritto comunitario incontra maggiori difficoltà lì dove viene a confrontarsi con le categorie dogmatiche. L’indagine, quindi, sipropone di dimostrarecome l’intervento del legislatore sovranazionale tenda a raggiungere i propri obiettivi superando i rigidi schemi della sistematica, presenti nei diversi ordinamenti giuridici. L’ipotesi trova conferma nello studio comparatistico delle patologie negoziali in collegamento con il problema della natura giuridica detta sanzione delle clausole vessatorie. La tendenza comunitaria ad ignorare le categorie note alla tradizione giuridica europea ha comportato la creazione dì figure ibride che, seppur diversamente qualificate dai legislatori nazionali, hanno suscitato analoghi problemi ermeneutici nel formante dottrinale. L’impossibilità di classificare il rimedio alla vessatorietà nelle categorie fin qui conosciute testimonia la crisi del metodo dogmatico e la necessità per l’interprete di ricostruire la disciplina in chiave funzionale, dando maggiore risalto ai concreti interessi in attesa di tutela.

 

24. G. Andreotta, Appunti per un Commentario su Legge Cambiaria (artt. 1-14) eLegge Assegni(artt. 1-16), Salerno, 2001
Il lavoro si propone l’obiettivo di offrire uno strumento operativo in una materia che, nonostante il “vento” di riforme che sta interessando tutta la normativa del diritto commerciale, e societario in particolare, costituisce tuttora il punto di riferimento giuridico per l’emissione e la forma dei due tra i più utilizzati titoli di credito, la cambiale e l’assegno bancario.
Invero, nonostante i nuovi strumenti caratterizzanti gli scambi in ambito di “new economy”, ci si accorge di come la cambiale e l’assegno mantengano una funzione di rilievo nella prassi commerciale più diffusa - quella per le operazioni finanziarie di minor valore o di prevalente utenza dei consumatori - e spesso, di fatto, non solo come mezzi di credito e di pagamento.
La riprova, del resto, di quale sia l’uso e l’interesse per tali strumenti, si ricava dal riscontro giurisprudenziale: questo dimostra l’attualità di questioni, in passato esaminate piuttosto sul piano teorico, quale, ad esempio, quella della validità della firma apposta con mezzi meccanici o sottoforma di sigle in calce al timbro della società e dell’ente rappresentato (cfr. per la invalidità, la recente Cass. 19/10/2000 – 25/01/2001 n. 1058).

 

25. P. Pacileo, La moneta elettronica: profili civilistici e disciplina comunitaria, Salerno, 2001
L’evoluzione dei sistemi di pagamento, unitamente allo sviluppo del commercio elettronico, allarga gliorizzonti dell’economia di mercato, offrendo nuove opportunità, accompagnate, tuttavia, da numerose incertezze. La relazione tra diritto, economia ed informatica assegna al giurista il compito di guidare il processo di governo della new economy, armonizzando le normative volte a disciplinare la realtà “interattiva” e riducendo ad unità le disomogeneità fra i diversi ordinamenti, mediante il recupero delle categorie civilistiche tradizionali, ancorché assoggettate al vaglio di una attenta rielaborazione critica. Il legislatore comunitario ha fornito un decisivo impulso in questa direzione con l’emanazione delle direttive 2000/46/CE e 2000/28/CE, afferenti l’emissione di moneta elettronica.
La necessità di dare soluzione ai problemi giuridici della moneta elettronica, quale moderno mezzo satisfattorio delle obbligazioni pecuniarie, e l’analisi dei paradigmi nazionali, comunitari ed internazionali formulati in argomento, costituiscono l’oggetto del presente lavoro.

 

26. S. Sica,Sport in International Context Italian National Report, Salerno, 2002
The present work, starting from the XIII AIDC (Comparative Law International Association) Congress to be held in Brisbane on July 2002, gives a general survey, both critical and indicative, of the main matters concerning the relationship between sport and law considering the general regulation of the single federations and the due national disciplinary regulations on the subject.
It is herewith also considered all the sectorial as TLC Law, Labour Law, Commercial Law, always connected to the general topic.
The view of the international value of the sport events as well as the different legal system are also presented together with a constant attention to an economic interpretation of the whole matter.

 

27. G. Autorino, “Autonomia Privata” and Family Relationships Between Legal and de Facto Situations, Salerno, 2002
This is the National Report discussed at the XIIIth International Congress of Comparative Law organised by the International Academy of Comparative Law which was held in 2002 in Brisbane, Australia. The essay focuses on the impact of family law on private autonomy, examining the doctrinal positions and the case law. The author treats non-traditional as well as traditional family relationships, giving particular attention to cohabitation agreements and other non-marital family-like relationships because they give rise so many problems in the Italian as well as in other European legal systems. The topics addressed are of importance in the Italian legal system, but the analysis is comparative.

 

28. A. Parisi, Good faith nell’esecuzione del contratto, Salerno, 2002
L’affermazione graduale nell’american common law della doctrine of good faith, con particolare riferimento all’esecuzione del contratto, prospetta la frattura tra le due tradizioni di common law, inglese e americana, dato che alla prima si ritiene estranea la nozione di good faith, sostituita nella contract law dal criterio della ragionevolezza.
L’indagine si avvale di un’attenta ricostruzione della jurisprudence e della case law e soprattutto del continuo confronto con l’esperienza italiana sul tema della buona fede.

 

29. D. Apicella, Profili civilistici dell’usura: una introduzione, Salerno, 2002
La legge 7 marzo 1996, n. 108, ha posto in luce la volontà del Legislatore di prevenire, contrastare e reprimere il crescente fenomeno dell’usura non solo modificando la disciplina penale dello specifico reato, ampliando la fattispecie incriminatrice ed aggravando la pena, ma anche dettando una serie di interventi normativi che riguardano sia istituti processuali e sostanziali penalistici che istituti di diritto privato. La previsione di regole e di meccanismi precisi per la determinazione dei tassi da considerare usurari ha influito positivamente sulla certezza dei rapporti e per la identificazione dei presupposti per configurare il reato di usura e delle clausole usurarie. Il presente contributo dopo aver analizzato la disciplina normativa contenuta nella l. n. 108/96, anche in visione comparativa con la legislazione francese, ha affrontato altresì i problemi sorti in ordine all’applicazione della stessa ai rapporti in corso, non tralasciando riferimenti alla nuova legge 28 febbraio 2001, n. 24, avente natura interpretativa, e la recentissima sentenza della Corte Costituzionale n. 29/2002.

 

30. L. Ioele, La reintegazione nel posto di lavoro, Salerno, 2002
La reintegrazione nel posto di lavoro è tornata di grande attualità nel contesto del dibattito in corso sulle problematiche della flessibilità del mercato del lavoro e sull’intento del Governo attualmente in carica di rivederne la disciplina.
L’Autore ripercorre l’elaborazione dottrinale e giurisprudenziale esaminando le questioni applicative dell’art. 18 della l. 20 maggio 1970, n. 300 per criticare talune soluzioni adottate, individuando, poi, i punti più critici del sistema. Viene infine esaminato il disegno di legge governativo per la introduzione di deroghe temporanee e sperimentali all’ambito di applicabilità della reintegrazione.

 

31. E. Corapi, Il diritto alla privacy: Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo ed esperienza inglese, Salerno, 2002
L’analisi parte dall’evoluzione della tutela dei diritti fondamentali, ed in particolare del diritto alla privacy, già presente nella Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo, sino alla Carta europea dei Diritti Fondamentali, e, si sofferma sull’introduzione in Gran Bretagna, a mezzo dello Human Rights Act del 1998, della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo. L’impatto nell’ordinamento inglese dello Human Rights Act ha, infatti, determinato una sorta di rivoluzione nella tutela di questi diritti. Con l’applicazione diretta di questo Act neirapporti tra privati, non solo si è ampliata la protezione dei diritti dell’uomo, già anteriormente prevista, ma si è coperto, anche, un vuoto di disciplina dell’ordinamento anglosassone, arrivando al riconoscimento di un generale diritto alla privacy.

 

32. M. Panebianco, Libertà di comunicazione fra Costituzione e nuove fonti, Salerno, 2002
Il lavoro ha come oggetto la libertà di comunicazione nella prospettiva del diritto costituzionale, in un periodo di rilevanti e complessivi cambiamenti ordinamentali. La materia della comunicazione-informazione è un particolare esempio, ovvero un osservatorio privilegiato, della concorrenza di fonti interne - costituzionali, primarie ed a vario modo secondarie - ed unionistico-comunitarie, anche a competenza ripartita fra pubblico e privato.

 

33. P. Schiavone, Ammortizzatori sociali e incentivi all’impiego: ricostruzione del contesto economico-normativo e istanze di riforma,Salerno, 2003
L’autore affronta il tema della riforma degli ammortizzatori sociali e degli incentivi all’impiego, partendo da un’analisi del contesto economico-giuridico che ne costituisce il substrato.
Nel primo capitolo si prospetta un superamento dello schema dicotomico diritto del lavoro-ragioni dell’economia, proponendo un nuovo modo di concepire le interazioni tra le due materie.
Viene operata, poi, una classificazione dei vari istituti e una loro ricostruzione storico-sistematica. Successivamente, vengono analizzate le ipotesi di riforma delineate nel disegno di legge delega n° 848 bis, facendo emergere, da un lato, conseguenze coerenti e, dall’altro, incongruità con il Libro Bianco sul Mercato del Lavoro.
Nel quarto capitolo si propone uno schema di riassetto organico dell’intera materia, prendendo le mosse dagli stessi presupposti che sono alla base del Libro Bianco, ma approdando a conclusioni in parte diverse.

 

34. R. Mariconda, La tutela del consumatore nel sistema latinoamericano: un confronto con l’esperienza italiana, Salerno, 2003
La protezione del consumatore as a supranational or global issue ha fatto emergere l’utilità dell’approccio comparatistico per la disamina della normativa dettata nel sistema latinoamericano. Fugato ogni dubbio di non originalità del sistema, e non tralasciando il riferimento anche al diritto romano, si è evidenziata la crescente consapevolezza che nei Paesi latinoamericani la tutela del consumatore, in dispregio di qualsiasi problema economico, sociale e politico, rappresenta un’importante componente delle loro politiche pubbliche. Partendo da una prospettiva di una tutela comunitaria del consumatore nell’ambito del Mercosul, l’indagine ha come punti di riferimento le legislazioni argentina, uruguayana, paraguayana e brasiliana. Quest’ultima, infatti, optando per una codificaçao delle norme di consumo (l. n. 8078 dell’11 settembre 1990) in una prospettiva costituzionalmente orientata, consacra il Brasile a paese pioniere della codificazione in materia di diritti del consumatore. Anche la tutela prevista non solo per le situazioni giuridiche soggettive positivizzate ma anche per gli interessi collettivi attraverso il rimedio delle açoes coletivas ha fatto assurgere il Brasile a modello di riferimento per i Paesi dell’area.

 

35. M. G. Ivone, Riflessioni in tema di famiglia di fatto: l’esperienza italiana e francese a confronto, Salerno, 2003
Nell’attuale sistema di diritto positivo il principio che è alla base della società familiare è quello della più ampia e piena libertà, intesa sia come libertà individuale, sia come libertà regolativa del contenuto del rapporto.
L’unione di fatto rappresenta l’esplicazione di libere scelte dei soggetti, che meritano comunque regolamentazione e tutela in quanto espressioni dei valori dell’autonomia e della libertà del singolo.
Sono questi i criteri a cui si è ispirato il legislatore francese nel dettare una disciplina unitaria della famiglia di fatto, volendo così legalizzare le union libre, risultato di un lungo processo evolutivo delle realtà socio-giuridiche familiari.

 

36. C. Petrella, Le clausole compromissorie nei contratti, Salerno, 2003
L’obiettivo di risolvere le controversie in modo più veloce e
riservato assume un valore sempre più considerevole nelle moderne
relazioni economiche e sociali. L’indagine affronta i “nodi concettuali” e le
“questioni pratiche” che scaturiscono dall’inserimento della clausola compromissoria in specifici settori quali, a titolo esemplificativo, i rapporti con i consumatori, i rapporti bancari e assicurativi, il rapporto di lavoro, gli appalti pubblici. Il filo conduttore è fornito dallo studio delle regole che si adattano alle clausole in esame sotto il profilo del diritto sostanziale.

 

37. I.  Musio, Obblighi di informazione e buona fede nella formazione del contratto, Salerno, 2003
La ricerca si propone di analizzare, attraverso un approccio induttivo e sistematico, la tematica degli obblighi di informazione nell’ambito della formazione del contratto. Dall’indagine è emersa la necessità di individuare quale fondamento normativo di riferimento dell’obbligo informativo la clausola generale della buona fede, intorno a cui articolare tutta una serie di considerazioni volte a sottolineare l’esigenza di una rilettura sistematica delle disposizioni codicistiche alla luce dei precetti costituzionali. Si è poi affrontato il problema delle conseguenze dell’inosservanza del dovere di informazione sottoponendo a verifica l’attualità della distinzione tra le regole di validità rispetto a quelle di correttezza. Indispensabile, infine, è apparso esaminare la copiosa normativa di derivazione comunitaria che, determinando profondi mutamenti nei fenomeni negoziali, ha messo a dura prova schemi consolidati propri della elaborazione della nostra dogmatica. In tale contesto l’informazione stessa assume un ruolo ed un peso che in precedenza non le era stato riconosciuto e solo svolgendo un’indagine di razionale coordinamento tra la normativa codicistica e le leggi speciali sarà possibile rinvenire soluzioni applicative soddisfacenti.

 

38. G. Salito, Il testamento biologico nell’ordinamento italiano e di altri paesi, Salerno, 2003
Nascita e morte: i due momenti estremi dell’esistenza umana che le moderne metodologie mediche stanno trasformando. Il giurista, come nella procreazione assistita avverte la necessità di una disciplina a tutela dell’embrione innanzitutto ma anche dei soggetti sottoposti a tali interventi, così non può non interessarsi al diritto di “morire con dignità”. Il problema diventa allora quello dell’ammissibilità e della vincolatività nel nostro ordinamento di strumenti quali il testamento biologico (espressione che traduce non proprio perfettamente quella americana di living will) e la direttiva anticipata attraverso i quali il soggetto, nel pieno possesso delle sue facoltà mentali, possa “autodeterminare” le cure e le terapie a cui essere sottoposto qualora venga a trovarsi in una condizione di incapacità decisionale.

 

39. M. Cerrato, Protezione civilistica del minore in common law, Salerno, 2004
Il diritto di famiglia inglese vive negli anni ottanta una stagione di grande fermento.
In Inghilterra è stato il caso Gillick a sollevare la questione se in nome del benessere dei figli possano essere negati i diritti dei genitori.
Con il Children Act del 1989 la giurisprudenza inglese ha tentato di coniugare diritto pubblico e privato nello sforzo di assicurare maggiore protezione ai minori.
Il saggio ripercorre le tappe fondamentali di questa stagione fino ad arrivare al Family Law Act del 1996 che rappresenta una sostanziale novità per lo sforzo del legislatore di allontanare dai tribunali le controversie matrimoniali, di degiudicizzazione e di de-professionalizzazione delle controversie familiari in nome di una non traumatica soluzione dei conflitti familiari.

 

40. L. Iannicelli, Note sull’estinzione del processo esecutivo, Salerno, 2004
Lo studio ha come oggetto una prima ricognizione dell’autore sul fenomeno dell’estinzione del processo esecutivo, in assenza di organiche trattazioni della materia.
L’argomento presenta, oltre ad interessanti questioni teoriche, non modesti profili pratici, affrontati da una contraddittoria giurisprudenza di merito e da numerose pronunce della S.C., che evidenziano la necessità di una ricostruzione tesa ad identificare i principi generali dell’istituto.
La ricerca, pertanto, è stata stimolata anche dalla opportunità di inquadrare compiutamente la funzione dell’estinzione nel più ampio contesto della evoluzione dell’intero processo di esecuzione forzata; invero, dopo oltre sessanta anni – attesa la unanime constatazione della sua scarsa funzionalità ed efficienza, con le evidenti ricadute negative sull’intero contesto sociale ed economico – tale materia è al centro di un notevole dibattito riformatore, che ha condotto a rilevanti proposte di legge di iniziativa governativa in corso di esame (cfr. il d.d.l. S/2430 e soprattutto, con più ampio respiro, il recentissimo d.d.l. C/4578 di Delega al governo per la riforma del codice di procedura civile).

 

41. N. Brutti, Recesso Unilaterale e obbligo di preavviso: esperienze europee e nordamericane, Salerno, 2004
L’ordinamento non è indifferente rispetto alla durata del contratto, intervenendo ora a favore di un principio di obbligatorietà e stabilità del vincolo, ora in funzione di una sua maggior flessibilità. Questa tensione si manifesta in una pluralità di regole riguardanti le tecniche determinative: termine di durata (massimo o minimo), diritto di recesso, proroga e rinnovazione tacita. Con il contributo determinante della comparazione, il volume indaga i contorni dell’obbligo di preavviso, formulando un’ipotesi critica sul dogma del recesso, quale diritto potestativo.

 

42. V. D’Antonio, Biometria, dati genetici e privacy: profili giuridici, Salerno, 2004
In seguito alle recenti conquiste della moderna biologia, comincia a circolare, tra gli studiosi del diritto alla riservatezza, la nozione nuova di “dato genetico”: ci si interroga circa i limiti di tale concetto, si discorre dei rischi connessi alla gestione ed alla utilizzazione delle informazioni genetiche, del novero di soggetti cui attribuire la titolarità di tali dati. Nasce la privacy genetica: si delinea così, nel genus della tutela della riservatezza, il diritto riconosciuto in capo a ciascun individuo di decidere quali delle proprie informazioni genetiche possano essere conosciute da altri soggetti.
I dati “biometrici”, all’interno di tale categoria di informazioni, si caratterizzano per la assoluta singolarità e per la conseguente diretta riferibilità ad un unico e solo individuo: da ciò la spiccata capacità identificativa.

 

43. G. Petrella, “Organi esecutivi” e responsabilità nelle procedure concorsuali, Salerno, 2004
Il progetto di riforma del diritto fallimentare, unitamente alle riforme del diritto societario, di quello tributario ed alle modifiche apportate al processo civile e penale, costituisce tappa significativa di quel percorso che ha condotto a profondi mutamenti nel quadro normativo che presiede all’esercizio della professione forense. In particolare, il progetto ha lo scopo di adeguare in materia concorsuale la nostra disciplina a quanto già disposto dai testi legislativi della maggior parte degli altri Paesi europei.
La novella della legge fallimentare, la quale riveste un ruolo chiave ai fini della disciplina giuridica del mercato, sembra così privilegiare le istanze dell’autonomia privata e della flessibilità procedurale, elementi virtuosi a condizione che nel contempo sia apprestata ex lege un’adeguata tutela a creditori e terzi investitori. Decisivo, pertanto, è il potenziamento della funzione deterrente esercitata dal sistema sanzionatorio della responsabilità civile sugli organi delle diverse procedure concorsuali, in primis sul curatore.

 

44. M. Capece, La nuova disciplina della privacy nel rapporto di lavoro subordinato, Salerno, 2005
La crescente attenzione sul tema della privacy è dovuta alla progressiva affermazione, nell’ambito del nostro ordinamento, di un diritto individuale alla riservatezza. Invero, se l’identità esterna di un soggetto deriva dalla sommadelle informazioni che lo riguardano è chiaro che la disponibilità totale di esse consente al titolare di determinare esattamente in che termini inserirsi in un dato contesto sociale, con ciò rafforzando il suo essere cittadino. L’avvento della società della informazione e dell’informatica ha determinato un ulteriore arricchimento degli elementi costitutivi del diritto alla privacy, minacciato da nuove forme di aggressione proprio quando è divenuto stabilmente parte del patrimonio di ciascun individuo. Il gestore del dato, infatti, haoggi molto più potere di quanto tradizionalmente abbia mai avuto e di fronte alle invadenze che le nuove tecnologie consentono, la minaccia più evidente è costituita dalla possibile fuoriuscita inconsapevole del dato personale, che rischia di far passare una identità dell’individuo non corrispondente al suo reale modo di essere.
Il diritto del lavoro si presenta come un’area particolarmente sensibile al tema della riservatezza, poiché l’esigenza di ottemperare agli adempimenti, contrattualmente o legalmente previsti, connessi allo svolgimento del rapporto di lavoro, determina il sorgere di un flusso di informazioni dal lavoratore verso il datore di lavoro. Il rischio che ne deriva è quello di una eccessiva invasività determinata proprio dall’uso di strumenti informatici che consentono all’azienda di creare profili sempre più precisi su abitudini e tratti caratteriali del prestatore di lavoro.

 

45. G. M. Marenghi, La cooperazione fra imprese nel diritto italiano e comparato, Salerno, 2005
L’istituto dell’Associazione temporanea d’impresa, divenuto negli ultimi anni la forma di collaborazione interimprenditoriale più diffusa per la partecipazione agli appalti pubblici, viene utilizzato in prospettiva comparatistica mettendo a confronto le scelte operative degli ordinamenti di common law e di civil law.

 

46. P. Matera, Azione sociale di minoranza e corporate governance nelle società per azioni, Salerno, 2005
L’art. 2393 bis c.c. segna l’ingresso nel corpus codicistico di un istituto, quello dell’azione sociale di minoranza, a lungo dibattuto - e sollecitato - nel nostro ordinamento; strumento che, nondimeno, affonda le proprie radici in una tradizione tanto ricca quanto variegata, comel’indagine comparatistica chiaramente evidenzia. La formulazione della disposizione, tuttavia, si rivela non sempre felice, sì che la correlativa operazione ermeneutica costituirà un momento di imprescindibile importanza per il corretto funzionamento dell’istituto.
Tanto, nella consapevolezza di come la carenza, da un lato, di quei “supporti” chiamati in altri sistemi a sorreggerne la struttura e l’assenza, dall’altro, di un contesto
- non da ultimo, etico e culturale - favorevole alla responsabilizzazione delle gestioni costituiscano fattori destinati a minare sostanzialmente le prospettive dello strumento. Daltro canto è probabile, oltre che verosimile, che l’art. 2393 bis c.c., nel riprodurre in buona parte le scelte dell’art. 129 T.U.F. (ora abrogato) ne ripeta anche l’insuccesso; di modo che si rinnovano legittimamente le perplessità sollevate dalla soluzione adottata in sede di testo unico e sorgono, altresì, non pochi interrogativi circa la reale volontà del legislatore di apprestare un concreto strumento di tutela delle minoranze azionarie.

 

47. F. De Santis, Profili della revocazione del lodo arbitrale, Salerno, 2005
Il codice di procedura civile limita l’esperimento della revocazione del lodo arbitrale ai soli motivi di revocazione “straordinaria” (dolo processuale; falsità delle prove; successiva scoperta del documento decisivo), e regola le ipotesi di concorso tra revocazione ed impugnazione per nullità. Nulla si prevede in ordine ai motivi di revocazione “ordinaria” (errore di fatto; contrasto con il precedente giudicato).
L’autore - alla vigilia di una nuova stagione di riforma dell’arbitrato (prefigurata dalla legge di delega n. 80 del 2005) - propone un’analisi a carattere introduttivo dei diversi aspetti, anche procedimentali, del rimedio, e, premessa la collocazione della revocazione all’interno del “sistema” delle impugnazioni del lodo, si interroga in ordine agli ambiti del sindacato giurisdizionale sull’errore di fatto degli arbitri, ed alla problematica del contrasto del lodo con il precedente giudicato.

 

48. C. Mancuso, Parti e giudice nel processo di cognizione societario, Salerno, 2006
Il decreto legislativo n. 5 del 17 gennaio 2003 ha introdotto una nuova disciplina processuale delle controversie in materia societaria e creditizia, con l’obiettivo dichiarato di assicurare una loro più rapida ed efficace definizione. Si tratta di una riforma di ampio respiro che ha interessato un numero rilevante di istituti processuali, le cui soluzioni tecniche sono, in più punti, ispirate da una concezione del processo di stampo “liberista”.
L’autore - premessa la collocazione storico-dogmatica del nuovo rito societario - si propone di offrire un quadro dei “poteri” di allegazione e probatori che la normativa rimette alle parti del processo societario di cognizione ordinaria di primo grado, a fronte del ruolo che è chiamato a svolgervi il giudice. Il tutto alla luce della prima giurisprudenza di merito édita in materia.

 

49. A. Argenio, Elettrosmog e OGM tra distribuzione di competenze e responsabilità civile, Salerno, 2006
Il progresso, se da un lato ha favorito l’avvento di nuove tecnologie, ha visto, dall’altro, la diffusione di nuove propagazioni nell’ambiente ritenute, peraltro, dannose per l’uomo. Elettrosmog e OGM, fra tutte, sono quelle che generano maggiore allarme sociale e che, pertanto, richiedono un’attenta valutazione, soprattutto alla luce del principio di precauzione, introdotto dal diritto internazionale e comunitario, espressamente richiamato dalla “legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici” (n. 36/2001).Il nuovo quadro legislativo si presenta, quindi, alquanto complesso ed ha finito per dar luogo a numerosi problemi interpretativi di non facile risoluzione. La proliferazione normativa in ambito locale ha, inoltre, complicato ulteriormente i già difficili rapporti tra Stato ed enti locali rendendo il panorama nazionale piuttosto disomogeneo. Il problema può ritenersi, pertanto, di non facile esplicazione e richiede un’attenta analisi delle differenti competenze, attraverso una disamina dei numerosi interventi legislativi e giurisprudenziali susseguitisi nel corso degli anni.
D’altro canto, infatti, l’incertezza che regna in tali settori richiede la necessità di predisporre una normativa ad hoc verso quelle forme di inquinamento, che - per la scienza e per il diritto - non sembrano ancora delineare ipotesi concrete di pregiudizio, ma finiscono per generare importanti ripercussioni nelle ipotesi di danno.

 

50. V. Barela, Il diritto privato regionale negli ordinamenti italiano e spagnolo, Salerno, 2008
Ilpluralismo delle fonti del diritto privato nella realtà spagnola offre all’interprete che si accinge ad esaminare la riemersa quaestio sul diritto privato regionale nuovi spunti di riflessione in merito alla opportunità di individuare - anche attraverso i dettami europei - diversi termini di dialogo tra Stato e Regioni. Dall’analisi di alcune fattispecie concrete si è poi dimostrato come la “differenziazione” normativa non solo non sia di ostacolo per l’uniformazione del diritto, ma spesso si elevi a strumento prediletto per l’attuazione del principio di uguaglianza sostanziale.

 

51. L. Iannicelli, Profili processuali delle impugnazioni delle deliberazioni assembleari di società per azioni, Salerno, 2008
L’ampia riforma della disciplina delle società di capitali (e delle cooperative) dovuta al d. lg. n. 6/2003 e la contestuale introduzione del c.d. rito societario ai sensi del d. lg. n. 5/2003 hanno sollecitato una nuova attenzione anche per lo studio del processo teso ad invalidare le deliberazioni assembleari della società per azioni.
L’autore propone una organica riflessione sul versante processuale di questa disciplina, trattando i giudizi di impugnativa di cui agli artt. 2377 ss. c.c. nella loro globalità. L’indagine intende coniugare l’approfondimento dei profili rilevanti nell’ottica dello studioso di diritto processuale, con un saldo collegamento al più ampio contesto della disciplina sostanziale del diritto societario, non sacrificando altresì i risvolti pratici che emergono dall’esperienza giurisprudenziale.

 

52. C. Siano, La tutela giuridica dei soggetti coinvolti nella procreazione, Salerno, 2008
L’evoluzione tecnologica della cosiddetta diagnostica prenatale è riuscita, in pochi anni, a disegnare l’anatomia fetale in maniera davvero sorprendente; essa ha fornito la prova di una “presenza che anticipa l’esistenza” ponendo il giurista di fronte al serio interrogativo del tipo di tutela da accordare al soggetto nascituro. D’altro canto, negli ultimi tempi, la tematica della procreazione è stata posta al centro del dibattito giuridico e socio-politico, soprattutto a causa del contrasto tra la normativa in materia di procreazione medicalmente assistita (legge n. 40 del 19 febbraio 2004) e quella in materia di interruzione volontaria di gravidanza (legge n. 194 del 22 maggio 1978). Da qui l’esigenza di “ricostruire” la sfera dei diritti e degli interessi attualmente riconosciuti ai “soggetti coinvolti nella procreazione” e di analizzare i difficili interrogativi che suscitano le azioni di responsabilità civile legate a tale vicenda umana.

 

53. L. Cuomo – F. Foccillo – L. Ioele – F. Loffredo, La riforma del Trattamento di Fine Rapporto, Salerno 2009
Il volume approfondisce la riforma del trattamento di fine rapporto a seguito della riforma della previdenza complementare di cui al D. Lgs. n. 252/2005 e successive modifiche ed integrazioni, attraverso l’analisi giuridica, storica e socio-economica dell’istituto.