Famiglia - Note, commenti e rassegne
L'incompatibilità del regime dell' impresa familiare con I modelli societari
Andrea Palmisano
(dicembre 2016)

Nota a Cass. SS. UU. n. 23676 del 2014

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Gli effetti giuridrici della Sindrome da Alienazione Parentale (PAS)
(Ivana Musio)

Nota a Cass., sent. n. 7041/2013

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Accordi ante nuptias e limiti all’autonomia privata
Francesca Naddeo - Jennifer Viterale
(Giugno 2014)

Nota a Cass., sent. n. 23713/2012

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Cass., 11 dicembre 2013, n. 27729
Maria Marchese
(Giugno 2014)

Riconoscimento del figlio nato fuori dal matrimonio – Giudizio di opposizione – Art. 250 c.c. – Interesse del minore ostativo al riconoscimento – Condizioni.

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Presupposti per il riconoscimento dell’assegno divorzile: il giudice del divorzio non e’ vincolato alle statuizioni economiche della separazione
Gianluca Di Filippo
(Marzo 2014)
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La Kafala
Tiziana Tomeo
(Maggio 2013)

La Kafala è un istituto giuridico del diritto islamico attraverso il quale un giudice affida la protezione e la cura di un minore (makfoul) ad un soggetto (kafil); quest'ultimo, nella maggioranza dei casi rappresenta un parente che curerà la crescita e l'istruzione del minore (privato temporaneamente o stabilmente del proprio ambiente familiare), pur non creando alcun legame parentale tra gli stessi e senza rescindere il vincolo di sangue del minore con la famiglia d'origine.

Esso è regolamentato nella legislazione speciale, in particolare nel dahir portant loi n. 1-02-172 del 13 giugno 2002 (1 rabii 1423), intitolato alla "prise en charge des enfants abandonnès" e deriva da un atto notarile privato, stipulato tra le parti e normalmente omologato davanti al Tribunale.

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Matrimonio in articulo mortis – coniuge in stato vegetativo – nullita' della trascrizione
Ersilia Trotta
(Aprile 2013)

Cassazione penale, sez. v, 07  gennaio 2013, n. 420 - Pres. Teresi – Rel. De Marzo – Ricorso proposto da C. C. avverso la sentenza del 16/02/2011 della Corte d'appello di Milano R.G. 1583/2010.

Il matrimonio canonico celebrato in articulo mortis, senza una valida manifestazione del consenso da parte di uno dei nubendi che versa in stato vegetativo, è invalido e la relativa trascrizione nei registri dello stato civile va cancellata per falsità.

E', comunque, concesso al coniuge, seppure prosciolto dalla propria imputazione, impugnare la pronuncia di primo grado nella parte in cui ordina la cancellazione della trascrizione dell'atto di matrimonio, in virtù del principio generale di cui all'art. 568 comma 4 cod. proc. pen.

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Cassazione penale, Sez. V, 18 settembre 2012, n. 42962 - Pres. Teresi – Rel. Oldi – Ricorso proposto da Giuseppe C. avverso la sentenza del 20.04.2011 della Corte di Appello di Bari.
Ersilia Trotta
(Gennaio 2013)

Abuso dei mezzi di correzione e violenza privata

L’esercizio del dovere educativo e correttivo del genitore - separato e non affidatario - nei confronti della figlia minorenne, attraverso l'uso gratuito della violenza, configura una condotta illecita, afflittiva e deprimente del valore della personalità del minore in manifesto contrasto con la finalità di promozione della dignità umana, travalicando nel reato di “violenza privata” implicante la condanna al risarcimento dei danni in favore della parte civile.

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Corte di Cassazione – Sezione I civile – Sentenza 22 febbraio – 4 giugno 2012, n. 8926 Pres. Carnevale, Rel. Campanile.
Aurova Vesto
(Gennaio 2013)

Matrimonio – Matrimonio civile e concordatario – Sentenza ecclesiastica di nullità – Convivenza dei coniugi successiva alla celebrazione del matrimonio

La convivenza fra i coniugi successiva alla celebrazione del matrimonio non è espressiva delle norme fondamentali che disciplinano l’istituto e, pertanto, non è ostativa, sotto il profilo dell’ordine pubblico interno, alla delibazione della sentenza ecclesiastica di nullità del matrimonio canonico.

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Cass. civ., sez. VI-3, 2 gennaio 2012, n. 9
Aurora Vesto
(Maggio 2012)

Cass. civ., sez. VI-3, 2 gennaio 2012, n. 9. (Pres. Finocchiaro, Rel. Lanzillo).

Promessa di matrimonio – Risarcimento danni patrimoniali e danni non patrimoniali

La legge vuol salvaguardare fino all'ultimo la piena ed assoluta libertà di ognuno di contrarre o non contrarre le nozze; dunque, l'illecito consistente nel recesso senza giustificato motivo non è assoggettato ai principi generali in tema di responsabilità civile, contrattuale od extracontrattuale, nè alla piena responsabilità risarcitoria che da tali principi consegue, poichè un tale regime potrebbe tradursi in una forma di indiretta pressione sul promittente nel senso dell'accettazione di un legame non voluto.

A carico del recedente ingiustificato non si ha una piena responsabilità per danni, ma un'obbligazione ex lege a rimborsare alla controparte quanto meno l'importo delle spese affrontate e delle obbligazioni contratte in vista del matrimonio. Non sono risarcibili voci di danno patrimoniale diverse da queste e men che mai gli eventuali danni non patrimoniali.

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Matrimonio concordatario - Delibazione (Giudizio di) - Sentenze in materia matrimoniale emesse dai Tribunali ecclesiastici e loro esecutorietà in Italia – Contrarietà all’ordine pubblico.
Carmine Lazzaro

Cassazione civile  sez. I, 20 gennaio 2011, n. 1343

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