Diritti reali - Note, commenti e rassegne
Alberto Marchese
Usucapione - Domanda Giudiziale – Trascrizione (esclusione) – Tassatività – artt. 2643, 2653 c.c.
(Aprile 2013)

E’ inammissibile la trascrizione della domanda giudiziale di usucapione in considerazione del fatto che le ipotesi che prevedono la trascrizione delle domande giudiziali e consentono l'opponibilità degli effetti degli atti e delle sentenze nei confronti dei terzi sono tassative, non solo nel senso che dalla trascrizione derivano soltanto gli effetti espressamente previsti dalla legge, ma anche e soprattutto nel senso che tali effetti sono prodotti esclusivamente dagli atti e dalle pronunce specificamente indicati nelle norme stesse.

Nemmeno la trascrizione può giustificarsi con finalità informativa verso i terzi: nel caso dell’usucapione, l’eventuale acquirente dal convenuto nel giudizio di usucapione, infatti, non ha bisogno di consultare i registri immobiliari per sapere che esiste una situazione controversa, poiché è sufficiente l’osservazione della realtà concreta per appurare l’esistenza di un soggetto che esercita sul bene una signoria di fatto palesemente incompatibile con il diritto vantato dall’alienante.

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Cassazione, Sez. I civ., 30.9.2010, n. 20508 - Accessione, comunione legale dei beni.
Lazzaro
(Giugno 2011)

Alla moglie divorziata non spetta metà dell'immobile costruito dall'ex marito sul terreno di proprietà di quest'ultimo. L'edificio, infatti, appartiene solo al titolare del fondo, nonostante sia stato realizzato in costanza di matrimonio e in regime di comunione legale, applicandosi nella specie il principio dell'accessione. Il coniuge non proprietario può unicamente recuperare le spese, provando il suo apporto economico.

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Sequestro conservativo dei beni del terzo: commento a Tribunale di Agrigento, ordinanza 30.07.2010- Est. dott. D. Ragozini
Gianluca Cascella
(Maggio 2011)

Il sequestro conservativo rappresenta, dunque, un altro mezzo di conservazione della garanzia prevista dall’art. 2740 c.c., che si aggiunge alla azione surrogatoria ed a quella revocatoria; il suo fine precipuo è di evitare il pericolo, cui è esposto il creditore, che il tempo occorrente ad accertare in via giudiziale il suo diritto possa venire utilizzato dal debitore e/o dal terzo per liberarsi del bene oggetto della contestazione e/o rendersi comunque impossidente, rendendo così inutile il positivo accertamento del diritto azionato da chi si afferma creditore.

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