Responsabilità civile - Note, commenti e rassegne
Il danno da fumo nella recente giurisprudenza di merito e di legittimità
Eugenio Benevento
(luglio 2018)

Inserendosi nel vivace dibattito ha animato negli ultimi anni dottrina e giurisprudenza in tema di risarcibilità del danno da fumo, la sentenza in commento rappresenta uno spartiacque tra il consistente orientamento volto a disconoscere la configurabilità del diritto al risarcimento e la “timida” linea in controtendenza inaugurata dalla Corte di Cassazione con la nota pronuncia sugli obblighi informativi da posizionarsi sui pacchetti delle sigarette, che ha ricondotto la fattispecie nell’orbita dell’art. 2050 cod. civ.. La Corte di Appello milanese ha, difatti, applicato nella giurisprudenza di merito i principi coniati dalla Suprema Corte nel 2009, con una decisione che aveva rappresentato la prima pronuncia favorevole al riconoscimento della risarcibilità dei danni da fumo attivo, seppur in modo del tutto collaterale, in quanto facente riferimento alla dicitura “light” presente sulle confezioni di sigarette fino all’anno 2003.

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Responsabilità sanitaria per violazione del diritto di decidere liberamente di sé
Angela Mendola
(Aprile 2014)

Nota a Cass. n. 27751/2013

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Product Liability
Maria Marchese
(Febbraio 2013)

UNITED STATES COURT OF APPEALS, FIRST CIRCUIT, MAY 02, 2012

The First Circuit Court of Appeals has upheld a jury verdict of $21.06 million in compensatory damages awarded to a women allegedly injured by a generic drug she took for shoulder pain, finding, among other matters, that her state law-based design-defect claims were not preempted by federal law.

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MMancato utilizzo del casco protettivo quale causa esclusiva dell’evento dannoso ex art. 1227, comma 2, c.c. Tribunale Nola, 18 maggio 2011, n. 1240
Gianluca Cascella
(Novembre 2011)

Nell’ipotesi di cui al primo comma dell’art. 1227 c.c., i comportamenti del danneggiato che l’interprete dovrà esaminare e valutare rilevano non in ragione del momento temporale del loro verificarsi, in quanto nella valutazione della condotta colposa concorrente di quest’ultimo vengono in considerazione tutti i comportamenti di esso danneggiato, indipendentemente se siano anteriori ovvero posteriori alla condotta del danneggiante; al contrario, nella diversa ipotesi regolata dal secondo comma dell’art. 1227 comma c.c., per stabilire se il danneggiato abbia o meno improntato la sua condotta alla ordinaria diligenza cui la norma fa riferimento, occorrerà esaminare esclusivamente la condotta tenuta da quest’ultimo dopo che l’evento dannoso si è verificato, in quanto i comportamenti del danneggiato anteriori al suo verificarsi sono privi di qualsiasi rilevanza a tal fine, ed in quanto tali non dovranno essere presi in esame dall’interprete nell’esegesi della condotta del danneggiato, poiché altrimenti il medesimo rischia di essere indotto in errore e confondere le due ipotesi previste dall’art. 1227 c.c.

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Nota a Cassazione, Sez. III, 4.1.2010, n. 13
Caterina Siano
(Giugno 2010)

La sussistenza di una colpa medica per la mancata diagnosi delle malformazioni fetali è fonte di responsabilità contrattuale nei confronti di entrambi i genitori, i quali avranno diritto al risarcimento del cd. “danno da nascita indesiderata.

Questa pronuncia della III sezione civile della Suprema Corte risulta particolarmente interessante non solo perché chiarisce la portata del predetto danno, in tal modo inserendosi nell’ampio ed attuale dibattito relativo all’interpretazione della controversa legge n. 194 del 1978 in materia di interruzione volontaria di gravidanza, ma soprattutto perché, noncurante degli ammonimenti delle Sezioni Unite in materia di “danno esistenziale” ripropone tale voce di danno nella sua originaria definizione dei “rovesciamenti forzati dell’agenda”.

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