Convegno Persona e Comunita' Familiare
Diritti coniugali e disponibilità preventiva
Francesca Naddeo
(Luglio 2014)

Scopo della presente indagine è verificare l’esistenza e i limiti del potere dei coniugi di disporre dei diritti loro attribuiti ex lege per effetto del matrimonio prima del perfezionamento delle relative fattispecie costitutive: e dunque prima delle nozze, per le situazioni giuridiche soggettive nascenti dal matrimonio stesso, o anche dopo la celebrazione ma prima della pronuncia giudiziale di nullità, di separazione personale o di divorzio, per quelle conseguenti alla modifica o all’estinzione del rapporto. 

Tale verifica presuppone, peraltro, la previa risoluzione della vexata quaestio circa la stessa ammissibilità di un’autoregolamentazione delle predette situazioni. Sebbene, infatti, la riforma del diritto di famiglia del 1975 abbia indubitabilmente segnato l’inizio di una parabola ascendente dell’autonomia privata nell’ambito delle relazioni familiari che non sembra ancora destinata ad arrestarsi, tale espansione, con specifico riguardo ai diritti e doveri nascenti dalla legge per effetto del matrimonio, è chiamata a confrontarsi con il dettato dell’art. 160 c.c. che ne sancisce expressis verbis l’inderogabilità.

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La brevettabilità del vivente umano: riflessioni di diritto comparato
Virgilio D'Antonio
(Gennaio 2013)

Allorché, a trent’anni di distanza dal primo convegno, si torni a discorrere di “Persona e comunità familiare” e, nello specifico, dell’origine della persona umana, i temi e le problematiche che si appalesano all’attenzione del giurista si rivelano assolutamente inediti e sconosciuti alle possibilità di prospettiva che la scienza offriva agli studiosi dell’epoca.

Se neppure era immaginabile che potessero esistere interrelazioni tra disciplina della proprietà intellettuale, nella peculiare epifania della privativa industriale, e materia vivente, tanto meno si sarebbe ipotizzato che, in futuro, potesse discutersi di brevettabilità dell’umano e dell’embrione in particolare.

D’altronde, le problematiche legate alla materia vivente affrontate dal legislatore e dal giurista in genere, sino agli anni ’80, si riducevano alle dispute interpretative intorno all’art. 5 c.c. (atti di disposizione del proprio corpo) e, più da lontano, all’art. 32 Cost. (diritto alla salute).

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Crisi della famiglia e principio di solidarietà
Vincenzo Carbone
(Gennaio 2013)

La “crisi della famiglia”, rende evidente l’emergere di notevoli, irreversibili, mutamenti intervenuti nei valori, nelle ideologie, nell’etica, nel costume, nella concezione della famiglia e dei rapporti familiari, sottoposti ad una globalizzazione e ad un confronto senza limiti, nonché ad innovazioni scientifiche (DNA, fecondazione artificiale) e tecnologiche (homo videns e non più sapiens) impetuose e inquietanti.

Di fronte all’inarrestabile rottura della precedente famiglia, unica, legittima, “borghese”, si invoca, a tutela soprattutto dei soggetti più deboli, non l’esistente diritto di famiglia, ma il principio di solidarietà, costituzionalmente ispirato.

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Del diritto regionale della famiglia o del diritto di famiglia regionale
Antonio Musio
(Dicembre 2012)

Se qualcuno trent’anni fa avesse cominciato la propria relazione o il proprio intervento parlando di un diritto regionale della famiglia o di un diritto di famiglia regionale, il Presidente di turno ragionevolmente gli avrebbe tolto la parola. Ma trent’anni sono passati e, come è normale che sia, la società è andata avanti e costumi e abitudini dei consociati sono mutati.

Nel 1982 un gruppo di autorevoli studiosi si incontrò a Salerno per commentare le importanti riforme del diritto di famiglia avutesi nel decennio precedente. Con la legge sul divorzio del 70’, con la novella al codice civile del 75’, infatti, il legislatore si era sforzato di adeguare il diritto di famiglia ad un contesto sociale molto diverso rispetto a quello in cui era nato il codice civile. S’intese, non solo adattare quest’ultimo ai valori e ai principi costituzionali, ma anche modernizzare il diritto di famiglia, ritenendo correttamente che il modello di famiglia era profondamente cambiato.

Oggi da tempo si attende una nuova riforma che sia in grado di adeguare ancora le norme vigenti alle mutate esigenze sociali ed ai diversi stili di vita. La famiglia ormai non è più un’entità monoliticamente intesa, come appariva al legislatore del 42’, ma si è frantumata in una pluralità di modelli familiari. Alla famiglia tradizionale, fondata sul matrimonio, si affianca sempre più prepotentemente il modello alternativo delle convivenze, siano esse eterosessuali o omosessuali.

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Nuovi modelli di status nel diritto di famiglia
Carlo Mazzù
(Novembre 2012)

Rileggendo la locandina di questo convegno, mi è parso di poter proporre un sottotitolo forse anche provocatorio, parafrasando il titolo di un famoso romanzo: la famiglia al tempo dello spread.

La ragione di questo suggerimento mi pare riconducibile ad una esigenza molto avvertita e cioè quella di comprendere il senso attuale dei discorsi che si fanno sul piano sociologico, di fronte alle nuove esigenze di tutela sul piano giuridico.

In realtà, noi verifichiamo che il differenziale, che tanto preoccupa gli economisti, è diventato tema di discussione quotidiana, perché è necessario definire il limite tra condizione di normalità economica e realtà effettiva del sistema, per individuare il momento in cui si è giunti ad una dissociazione patologica, che può metterne seriamente a rischio la stabilità.

Non credo di essere lontano dalla realtà, se dico che un problema del tutto analogo si pone quando il distacco tra famiglia legale e famiglia reale diventa troppo ampio. In tal caso, gli schemi giuridici non riescono più a definire regole applicabili con certezza alle reali situazioni familiari, sicché il problema dell’effettività del sistema si pone in termini sempre più netti e radicali.

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“Famiglia” e “famiglie” in Europa
Vincenzo Scalisi
(Novembre 2012)

«Famiglia» in Europa è istituzione plurale. Ma più che il pluralismo, dalla legislazione dei singoli Stati sembra emergere una situazione di quasi «babele», sicuramente – com’è stato anche di recente osservato - di famiglia in frantumi.

Per quanto il modello più diffuso resti quello della «famiglia eterosessuale monogamica fondata sul matrimonio», non sono pochi ormai gli Stati membri dell’Unione, che ammettono anche le convivenze non matrimoniali, sia registrate che di fatto, sia etero- che omosessuali, come pure lo stesso matrimonio same sex, con discipline anch’esse variamente diversificate, sebbene assai spesso similari a quelle della famiglia tradizionale, il più delle volte ottenute con la tecnica del rinvio salva eccezione, oppure rimesse in più o meno larga misura alla libera determinazione pattizia (patti civili di solidarietà, contratti di convivenza, accordi di partenariato).

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Affidamento condiviso: bilanci e prospettive
Liliana Rossi Carleo
(Novembre 2012)

A quasi sette anni dall’introduzione della legge n. 54/2006, il laboratorio giurisprudenziale rappresenta l’osservatorio privilegiato al fine di verificare la effettività della “nuova” disciplina.

Appare in premessa sintomatico osservare come il persistente riferimento al “recente”, tuttora sovente utilizzato nella prassi per qualificare una disciplina che fin dal suo apparire ha insinuato «il gattopardesco sospetto che nulla sia cambiato», sembra testimoniare che essa risulti ancora lontana dall’aver determinato i cambiamenti auspicati al fine di dare effettività a principi già da tempo presenti nel sistema.

A ben vedere, l’obiettivo principale che l’attuale disciplina intende raggiungere è rappresentato, come avevamo già avuto modo di osservare, dal tentativo di introdurre un cambio di mentalità. Si incentiva a tal fine la circolazione di un nuovo modello di affidamento, comune a tutte le ipotesi di filiazione, volto a favorire un accordo nel disaccordo.

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Prospettive comparatistiche della mediazione familiare
Claudia Troisi
(Novembre 2012)

Tra le materie indicate dal recente d.lgs. 28/2010, che ha introdotto nel nostro ordinamento una disciplina organica in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali, non è indicata quella relativa alla materia familiare, dunque, nel diritto di famiglia la nuova normativa non troverà applicazione.

Probabilmente la ratio seguita dal legislatore è stata di sottrarre dall’obbligo del previo percorso di mediazione le controversie che non hanno un’evidente contenuto economico come nel caso della separazione personale tra coniugi, lo scioglimento del matrimonio e la cessazione dei suoi effetti civili che possono avere sì ricadute di natura finanziaria per l’esistenza degli interessati, ma non sono queste ultime a emergere in primo piano.

Sta di fatto che i preoccupanti livelli di litigiosità riscontrati nei giudizi di separazione e divorzio e il conseguente disagio per i figli hanno stimolato la ricerca di strumenti alternativi di intervento sulle controversie familiari che aiutassero i coniugi a riappropriarsi della gestione del conflitto e a raggiungere, quantomeno, un dialogo costruttivo.

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Potestà dei genitori versus responsability
Francesco Ruscello
(Ottobre 2012)

Prima di entrare nel vivo delle mie riflessioni, due brevi considerazioni preliminari. Sotto un primo aspetto, mi sembra vero che – per il destino proprio di ogni disposizione normativa, di essere progettata ed emanata in un particolare momento e di essere applicata in un momento successivo, talora anche molto distante nel tempo – gli istituti del diritto familiare, forse piú ancora di altri, non possono non risentire dell’evoluzione dei costumi e, in particolare, della qualificazione in termini di «società naturale» della famiglia (art. 29 cost.). Va da sé che, anche a prescindere da specifici interventi normativi, la loro disciplina non può non essere reinterpretata storicamente e in relazione a un particolare modello sociale. Sotto un secondo profilo – qui la seconda breve considerazione, ora particolare allo specifico argomento affidatomi – proprio con riferimento alla potestà dei genitori mi sembra che questa affermazione sia particolarmente pertinente. È vero, infatti, che, nella legislazione successiva alla riforma del 1975, la potestà dei genitori non pare abbia avuto particolari sviluppi; anzi, per molti aspetti, sembra addirittura impermeabile a ogni mutamento. Salvo qualche sporadica aggiunta apparsa qua e là nel corpo di alcuni pochi articoli del codice, le disposizioni specificamente destinate alla potestà dei genitori non hanno ricevuto, se non indirettamente, alcuna attenzione da parte del legislatore.

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Introduzione generale
Pasquale Stanzione
(Ottobre 2012)

Molti anni fa – troppi, direi – numerosi studiosi, la maggior parte oggi qui presenti, convennero a Salerno per interrogarsi sugli istituti del diritto familiare come riformulati – anzi in più aspetti rifondati – dalla riforma del 1975. Di là dai dubbi interpretativi e dalle ambiguità dell’edificio normativo eretto dal legislatore, sembrava tuttavia di poter cogliere punti fermi, acquisizioni non più rinunziabili, insomma i capisaldi della disciplina nella loro definitiva conformazione, per di più tali da collocare il nostro ordinamento nel flusso evolutivo comune alla maggioranza dei paesi di cultura occidentale. Tant’è che sembrava superata l’antica convinzione che nel settore più sensibile  dell’esistenza umana  non vi potessero essere né uniformità né – addirittura – armonizzazione di soluzioni normative. Si spalancavano così le porte alla ricerca di una nozione europea di famiglia, anzi di un modello di famiglia europeo, immerso nella tradizione giuridica occidentale....

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Giurisprudenza delle corti (CGE, CEDU, Corte Costituzionale, Corte di Cassazione) sui profili esistenziali della famiglia
Maria Gabriella Luccioli
(Ottobre 2012)

Svolgere una relazione sul dialogo tra Corti nazionali e sovranazionali sui profili esistenziali della famiglia significa avviare ancora una volta una riflessione su quella metamorfosi dei confini che la globalizzazione ha prodotto nella semantica giuspolitica, e che ha consentito l’ emergere di diritti generati e tutelati non più soltanto nell’ ambito territoriale dello Stato, ma scaturiti da fonti diversificate, statuali ed extrastatuali, e quindi muniti di una tutela multilivello, con una maggior garanzia delle posizioni soggettive coinvolte.

In ambito europeo viene in effetti a delinearsi, riprendendo il pensiero di Rodotà, un’ altra Europa, affatto diversa dalla oppressiva Europa economica, severa dispensatrice di sacrifici, e dall’ evanescente Europa politica: è l’ Europa dei diritti, che si oppone alla riduzione dell’ orizzonte europeo alla sola dimensione del mercato, della concorrenza, dello sviluppo e dei pareggi di bilancio e proprio sul terreno dei diritti si fa garante di nuove tutele....

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Il tribunale della famiglia
Paolo Corder
(Ottobre 2012)

Non è un caso che in questo ultimo torno di tempo, caratterizzato da una prolungata e profonda crisi economico-finanziaria, il sistema giustizia sia stato oggetto di una serie nutrita di riforme o di proposte di riforma, in alcuni casi assai penetranti e innovative.

Basti pensare, per restare a qualche esempio, alla riforma delle circoscrizioni giudiziarie, attesa e invocata da decenni, alla introduzione del cd. filtro nei giudizi di appello in sede civile, alla legge sulla mediazione obbligatoria e alla costituzione del tribunale dell’impresa: tutte riforme, come si dice a “invarianza finanziaria” ossia a “costo zero”, accomunate da un medesimo obiettivo, quello del recupero di efficienza e del risparmio di risorse.

Non è un caso – dicevo – perché la crisi finisce per essere anche una occasione, una occasione di cambiamento.

Infatti, come è noto, la parola crisi è tra le più tentacolari che esistano nel vocabolario. In greco antico significa un gran numero di cose tra cui: separazione, scelta, giudizio....

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Profili pubblicistici della famiglia
Gian Paolo Cirillo
(Ottobre 2012)

Il tema della esatta collocazione del diritto di famiglia, ossia di una sua possibile qualificazione pubblicistica, ha sempre appassionato gli studiosi del diritto civile, se non altro per indurli ad affermarne in modo definitivo il carattere privato; soprattutto dopo aver riscontrato che la famiglia nucleare di oggi, trasformatasi da luogo del lavoro e della produzione in luogo di consumo (Alpa), ha cessato di svolgere quella funzione politica propria di altre civiltà, dove la famiglia costituiva il primo autoreferenziale nucleo del tessuto sociale e politico.

Tale originaria funzione, che peraltro permane anche oggi, è alla base della formula adoperata dall’art. 29 della Costituzione, laddove, pur facendo riferimento alla “società naturale”, esclude sicuramente possibili interpretazioni in chiave giusnaturalistica, poiché la famiglia si muove nella storia degli uomini e il concetto che ne deriva cambia a seconda delle diverse culture che si registrano nel tempo e nelle varie latitudini del globo. Sicché, “società naturale”, come oramai tutti sanno, vuol significare che essa è la più elementare forma di aggregazione umana, che, non solo si è formata prima della comunità statale, ma addirittura prima della nascita del diritto privato, anzi in un certo senso può essere anche vista come la più antica fonte di produzione di esso, che è il primo degli ordinamenti giuridici....

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Il diritto di famiglia nelle esperienze europee Introduzione alla Tavola Rotonda
Gabriella Autorino
(Ottobre 2012)

Più che tutte le altre istituzioni sociali, la famiglia suscita attenzione, indagini, conflitti, polemiche. Per essa, tutte le scienze umane si mobilitano: sociologia, demografia, psicanalisi, psicologia, medicina, biologia, filosofia e , ovviamente, diritto. Per discorrere di famiglia, ciascuna di queste discipline cerca e trova le proprie parole di qualificazione, che dall’una all’altra talvolta emigrano, assumendo nuovo spessore e nuove funzioni: famiglia unita e disunita; perenne o ricomposta; monoparentale, biparentale o addirittura multiparentale; alimentare o successoria e via via enumerando. Tutte queste famiglie hanno in comune di essere di volta in volta luogo degli affetti o del dissidio; di costruzione o di distruzione della persona; di solidarietà o d’individualismo egoista; di espansione o di oppressione. Vi è tutto nella famiglia, salvo la solitudine: quando si è soli, si è senza famiglia.....

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