La riforma della filiazione: commenti
La potestá dei genitori ed i diritti e i doveri del figlio dopo l’unificazione dello status filiationis
Virgilio D'Antonio
(Giugno 2013)

La potestà genitoria rappresenta la traduzione in discorso giuridico di quel fondamentale momento della vita sociale, in perenne evoluzione, costituito dal rapporto tra genitori e figli. Espressione di un continuo lavoro di “livellamento” tra istanze sociologiche e prescrizioni giuridiche, l’istituto in esame nasce già come storicizzato, manifestazione particolare cioè di un preciso ambito temporale e dei retaggi culturali ed economici prevalenti in quel dato momento storico: è innegabile, quale esempio emblematico, come la patria potestà ante riforma del 1975 fosse estremamente diversa da quella che oggi l’interprete conosce. D’altronde, il legislatore italiano del 1942 – rectius, del 1939 - è stato spesso accusato di conservatorismo in materia di diritto di famiglia, dal momento che, inserendosi in un trend diffuso anche a livello europeo, aveva impostato tutto il sistema sul principio della preminenza del marito-padre e della sua auctoritas.

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L’usufrutto legale dei genitori: novità e costanti dell’istituto
Virgilio D’Antonio – Giorgio Giannone Codiglione
(Giugno 2013)

Allorché si ponga mente al progressivo iter di riforma normativa che ha accompagnato l’evolversi sociale dei rapporti familiari, in quel delicato assetto relazionale sotteso, in qualsivoglia ordinamento, al diritto di famiglia, l’istituto dell’usufrutto legale dei genitori, nel contesto italiano, si distingue per una singolare peculiarità: la continuità.

Tale figura, infatti, è riuscita a superare, pressoché “indenne”, gli interventi del legislatore, pur numerosi in materia, succedutisi negli oltre ottant’anni di vigenza del codice civile, conservando, oltre che un’indiscussa importanza di carattere storico, un rilievo funzionale e tecnico-giuridico che incide ancora sulle dinamiche patrimoniali (e non solo) del nucleo familiare.

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Riconoscimento di figlio nato da relazione incestuosa e autorizzazione del giudice
Gaspare Lisella
(Giugno 2013)

Notizie su matrimoni tra consanguinei si hanno con riguardo a civiltà lontane nel tempo, quale quella egiziana o quella persiana. Perfino le Sacre scritture vi fanno cenno. E’ noto, peraltro, che l’incesto è uno dei quei disvalori che hanno segnato la nostra storia sin dai tempi più antichi. Le relazioni sessuali tra persone legate sul piano personale ripugnano a tal punto che, accanto a quello di sangue, finisce con l’imporsi anche un concetto di incesto in considerazione di vincoli esclusivamente civili.

Il disvalore, oltre alla configurazione di un reato (v. art. 564 c.p.),  determina in ambito civilistico il divieto di celebrazione del matrimonio  e il divieto dell’instaurazione del rapporto di filiazione: il primo rimasto sostanzialmente immutato nel tempo (v. art. 58 ss. c.c. del 1865; art. 87 c.c. del 1942; art. 87, nuova formulazione, c.c.); il secondo mitigato da deroghe sempre più importanti.

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L’adozione all’indomani della legge n. 219/2012
Valentina Barela
(Giugno 2013)

La disciplina dell'adozione nel corso degli anni ha subito profondi mutamenti, espressioni del cambiamento culturale che ha travolto l’intera materia della filiazione, oggi sottesa a considerare il minore non solo come soggetto avente diritti che sempre ed in ogni caso debbono prevalere su quelli degli adulti, ma anche come soggetto titolare di doveri, bilanciati però da una responsabilità genitoriale. Ma la rivoluzione dell’impianto regolamentare dell’adozione deve ancora avere veramente luogo, e si registrerà a breve con l’adozione da parte del Governo, del decreto o decreti  legislativi che saranno emanati per la revisione delle disposizioni vigenti in conformità delle disposizioni in materia di riconoscimento di figli naturali, emanate dalla legge 10 dicembre 2012 n. 219.anche adottivi”. 

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Il diritto alla genitorialità e alle relazioni familiari
Maria Gabriella Stanzione
(Maggio 2013)

Il diritto della filiazione ha attraversato in tutta Europa, nell’ultimo trentennio, un’evoluzione assai significativa, nell’ambito di un mutamento di portata più generale che ha investito l’intero diritto di famiglia fino a coinvolgere l’idea stessa della struttura e delle finalità del consorzio familiare. La trasformazione cui si assiste è maggiore ancora di quella dell’ondata di cambiamento che ha percorso l’Europa negli anni 1960-70, culminata nelle leggi di riforma che si sono susseguite nella gran parte degli ordinamenti europei. Se quelle normative avevano funzionalizzato la disciplina allo sviluppo libero e armonioso dell’individuo e della persona secondo che l’orientamento fosse maggiormente individualista o relazionale, in un’ansia di dare effettività agli impegni fondamentali dettati dal principio di eguaglianza, da quello di pari dignità e dal divieto di discriminazione, non mettevano tuttavia in discussione le basi tradizionali della famiglia, in particolare le fonti di costituzione, la procreazione all’interno della medesima, la parentela fondata sulla filiazione legittima o naturale.

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I riflessi della legge n. 219/2012 sugli istituti di protezione del minore diversi dalla potestà.
Gelsomina Salito
(Maggio 2013)

La cura e la protezione del minore sono affidate, come è noto, ai genitori, quali soggetti reputati più idonei “anche secondo le leggi naturali ed etiche, ad esercitare tali compiti”. La regola trova implicita conferma nel dettato della legge n. 219/2012, le cui disposizioni, nel focalizzare l’attenzione normativa sull’interesse del minore, sono protese, nel loro complesso, a ribadire la necessità che i genitori in primis, gli altri parenti quindi, assicurino alla prole l’assistenza morale e materiale necessaria al suo armonico sviluppo, senza discriminazioni derivanti dal diverso stato giuridico (crf. art. 315 c.c.). Nessun cenno viene, invece, riservato dalla richiamata disciplina agli altri istituti diversi dalla potestà pur previsti dal legislatore, con un silenzio normativo che, tuttavia, a ben vedere, si rivela non privo di risvolti sul piano del concreto atteggiarsi delle forme di protezione di chi ancora non abbia raggiunto la maggiore età.

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La successione dei figli nati fuori del matrimonio. Prime riflessioni.
Gelsomina Salito
(Maggio 2013)

Esiste, nel nostro ordinamento, “un nesso razionale che lega il diritto successorio al diritto di famiglia”. La conclusione – espressione della visione hegeliana del matrimonio e della famiglia quali modelli interpretativi delle norme del codice civile – riassume lo stretto legame tra le due branche del diritto, ancorché mutata sia oggi la logica che le unisce rispetto agli inizi del secolo scorso. Alla Hausgemeinschaft di derivazione tedesca ed alla correlata tesi di una “comunione giuridica patrimoniale della famiglia” a giustificazione della trasmissione ereditaria, la dottrina ha, infatti, progressivamente preferito quale fondamento della successione, e della successione legittima in particolare, dapprima l’idea di un interesse superiore del nucleo familiare e, quindi, quella di una concezione “costituzionale” dello stesso.

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